Tango Metropolis

COMPLICIDADES

Tango & Flamenco

Complicidades è un viaggio musicale, coreografico e visivo in cui le ispirazioni del tango e del flamenco si compenetrano tra loro.
Il risultato è un mix di questi affascinanti universi in costante evoluzione, che fanno parte del patrimonio culturale di Argentina e Spagna da cui trasmigrano in ogni angolo del mondo.

produzione ideata e diretta da

Pilar Alvarez e Claudio Hoffman

Amador Rojas
Inma “La Carbonera”
Pilar Alvarez
Claudio Hoffmann
Juan Esteban Cuacci
Marcelo Mercadante

bailaor flamenco
cantaora
bailarina di tango
bailarìn di tango
piano
bandoneón

L’accostamento di tango e flamenco, la cifra di questa produzione, non implica la sintesi di due discipline diverse sebbene affini, quanto invece il gesto poetico che scaturisce dall’incontro delle due. Una dialettica che, a partire dalla investigazione del rapporto tra il linguaggio della musica e quello del movimento, gioca su una tensione tra le parti esercitata fino al punto d’equilibrio in cui nessuna delle due si snaturi. Una costruzione in cui si dispiega una relazione plastica e sonora; un fondale su cui la presenza delle tecniche miste che animano la composizione non impedisce di cogliere le note pure ed essenziali delle parti di cui si compone.

Nell’aprile scorso (2018) Pilar e Claudio, su invito del teatro Bolshoi, hanno creato SOUTH, una coreografia di tango per alcuni primi ballerini e solisti del Bolshoi Ballet, inserita nella serata contemporanea del Bolshoi A PLAY FOR HIM

26 marzo 2019
AOSTA
Teatro Splendor

LORCA TANGO

“Tangos de amor y sangre”

Adattamento dell’opera di Federico García Lorca “Bodas de Sangre”
Ideazione, coreografia e drammaturgia Pilar Álvarez, Claudio Hoffmann e Marijó Álvarez

Interpreti

Amador Rojas, Inma “la Carbonera”, Pilar Álvarez, Claudio Hoffmann, Marijó Alvarez, Daro Farías, Soledad Rivero, Lucas Páez Daniel Binelli, César Angeleri, Polly Ferman, Humberto Ridolfi, Martin Keledjian, Cristian Miño, Sabrina Nogueira, Jorgelina Guzzi, Eber Burger.

Dopo anni di ricerca artistica e teorica e attraverso la rilettura della tradizione in una chiave più contemporanea, i tre coreografi rivisitano lo spirito del tango e del flamenco creando un legame tra i due generi e le arti sceniche contemporanee e catturando l’essenza di questi universi in costante evoluzione che fanno parte del patrimonio culturale di Spagna e Argentina.

In un montaggio coreografico-musicale che collega queste forme d’espressione con l’opera di Lorca, Tangos de Amor y Sangre rappresenta un tributo ai temi ed ai conflitti universali che ha affrontato il grande drammaturgo spagnolo. L’amore, le passioni, i desideri proibiti, la morte, il dolore, si incarnano negli artisti che con la danza, la musica e l’interpretazione, ci svelano il mistero dei sentimenti che caratterizzano tutta la drammaturgia di Lorca e in particolar modo il celebre Bodas de Sangre.

Il tango ed il flamenco risplendono in scena e la poesia che scaturisce dall’incontro di queste due tradizioni ci giunge attraverso l’intensità ed il virtuosismo dei protagonisti.

SINOSSI

In un angolo della Buenos Aires di un tempo, il passato tormenta il presente; nell’aria si percepisce l’odore del sangue che verrà versato. L’amore impossibile, la gelosia e la vendetta si intrecciano in questa storia che inizia il giorno in cui lo Sposo annuncia a sua Madre che vuole sposarsi.

A lei è impossibile dimenticare l’immagine della sua famiglia morta per mano dei Felix, un antagonismo fra famiglie che dura da tempo. La madre chiederà la mano della Sposa ed entrambi i genitori daranno il loro consenso visto il beneficio economico che l’unione delle due famiglie significherà per loro. I nostri combatteranno contro il loro destino: la Sposa è ancora innamorata di Leonardo, il suo fidanzato precedente, appartenente alla famiglia Felix. Una volta celebrata la cerimonia, entrambi fuggiranno durante la festa. È notte, le famiglie si sono separate per andare alla loro ricerca e la luna e la morte presagiscono il tragico epilogo.

TANGO & NOCHE

spettacolo di tango argentino

creato da

Daniel Binelli
Pilar Alvarez
Claudio Hoffmann
Marijo Alvarez

Un quintetto (bandoneon, pianoforte, violino, chitarra, contrabbasso) e cinque coppie di ballerini per lo spettacolo Tango & Noche della compagnia argentina Tango Metropolis diretta dalla coppia di ballerini-coreografi che nel corso della loro carriera hanno collaborato con personaggi di spicco del tango argentino quali Horacio Salgán, Roberto Goyeneche, Leopoldo Federico, Horacio Ferrer….

Con la Compagnia Tango Metropolis, costituita nel 2000, Pilar Alvarez, Claudio Hoffmann e Marijo Alvarez hanno firmato una serie di successi internazionali: Imágenes de Tango, Tango Máximo, Tangokinesis.

Daniel Binelli, compositore, arrangiatore e direttore musicale di rilievo internazionale, dopo essere stato membro dell’orchestra di Osvaldo Pugliese, dal 1989 ha fatto parte del Sexteto Tango di Astor Piazzolla.

Con il Quinteto Daniel Binelli ha accompagnato in tournèe e realizzato incisioni discografiche con Milva (El Tango de Astor Piazzolla).

NOTTE DI BUENOS AIRES. E OGNI INCONTRO E’ TANGO

….Da guardare e da ascoltare. Ma soprattutto da sentire. E’ il tango della compagnia Metropolis. Ipnosi dei sensi che si abbandonano alle evoluzioni degli “otto”, alle velocità degli adorni dei singoli, alle geometrie dei triangoli disegnati dalle figure dei corpi. Tango & Noche….sta nell’equilibrio tra immagine e suono. Spettacolo diviso in due: una parte con intenti narrativi e una più antologica e incline al virtuosismo. Molti dei numerosi spettatori presenti sono lì per Daniel Binelli bandeneonista, compositore, arrangiatore e direttore musicale di fama mondiale. Molti per la popolarità crescente del tango applaudito anche a scena aperta, quando il pubblico riconosce, nelle due ore di spettacolo, il famoso Libertango di Astor Piazzolla. Fiumi d’inchiostro hanno scritto che il tango è la vita, che il tango è un pensiero triste danzato; la Compagnia Metropolis ribadisce innanzi tutto la sua origine storica e marchia con un Poema del destino in veste “percussioni folk cinesi” il fondo e lo sfondo dei pezzi successivi. Il tango nasce dal nero i ritmi bellici, ossessione della morte, La guerra che provoca immigrazione, a qualsiasi latitudine in qualsiasi epoca. Incipit teatrale, narrativo ma che subito si sdoppia, si triplica, si moltiplica nelle sfumature che anche un sentimento forte ha. E allora il Tango è un bordello ove le sei coppie di Metropolis declinano le diverse personalità dell’abbraccio tra i partner. Comunicazione tra i corpi: la base per le improvvisazioni sui …. Sei traduzioni diverse dell’idea di tango, soprattutto dell’idea. Perché i coreografi Pilar Alvarez (lei ha nelle corde anche la danza contemporanea), Claudio Hoffmann e Marijo Alvarez non rifiutano a tratti un ‘estetica astratta, lineare, che pulisce dalla fatica e dà una straordinaria leggerezza alle composizioni. Dietro in velare con l’Albero della vita di Klimt palpitazioni ed energia si liberano della dimensione intima, passionale per esser “abbraccio” innanzitutto con la musica dal vivo del Quintetto diretto da Daniel Binelli (Cristian Zarate, Cesar Angeleri, Martin Keledjian e Bruno Cavallaro). Se il Tango è incontro, la stazione ferroviaria è il luogo degli incontri, anch’essi esemplificati in sfaccettature e tipologie: dalla timidezza alla sensualità fino alla sostituzione ironica dei ruoli maschio-femmina nel tango di Sergio Cortazzo e Fernando Gracia. Nella “noche porteña”, la notte di Buoenos Aires, ogni incontro è tango: pura limpidezza del bianco, profonda sensualità del rosso, forza sostenitrice del nero. Eccezionale potenza fisica dei ballerini per le flessuosità eleganti di Pilar e Marijo Alvarez, inarcate come morbidi giunchi sulla corrente straripante del bandoneon. Ribolle prepotente la musica sotto la prima parte per esplodere nella seconda come sostegno virtuosistico alla pedana delle danze. E’ carne che vibra il bandoneon del grandissimo Binelli che piega questo strumento di origini tedesche alle corde del celebre Oblivion e della sublime Fugata di Astor Piazzolla.

Simone Azzoni, L’ARENA 6 agosto 2011